La pittura di Tracy H. Girdler

La pittura di Tracy H. Girdler

Conoscendo il suo background, non soprende che Tracy sia una  instancabile collezionista e creatrice di immagini attraverso anni di contatto diretto con le realtà urbane e storiche di Spagna e Brasile, ma soprattutto dopo essere maturata come giovane donna a Roma, figlia di diplomatici americani (con ambedue le nonne pittrici affermate) é maturata artisticamente sulla moltitudine di strutture storiche e sul tessuto urbanistico delle città, caratterizzato dalle infinite sorprese che si rivelano ad ogni angolo.

La fotografia dei dettagli architettonici, specialmente quella di portoni di chiese, e di palazzi antichi, persiane di legno socchiuse e porte che mostrano i segni del tempo, costituisce per l’animo osservatore di Girdler un riferimento significativo e sempre nuovo.

Le fotografie sono, una banca di immagini, un taccuino prezioso e affidabile, per la sua pittura profondamente astratta, Tracy ha riunito alcune delle centinaia di immagini in piccoli libri che ha regalato ai suoi amici. Al contrario delle sue predilette porte, i libri sono fatti per essere aperti, l’artista ama le suggestioni di profondità accresciute dal tempo sulla superficie di porte, pesantemente ridipinte, che fotografa.

La ispirano nella sua “necessità creativa” di inventare le superfici a struttura “tessuta” dei suoi dipinti. Certamente si sentono risuonare in lontananza le complesse composizioni dei polittici del Rinascimento Italiano, è affascinante cogliere come anche la proporzione delle ali di un polittico,la porti verso le alte proporzioni verticali che sceglie per i suoi dipinti ed il ruolo dei leggeri rettangoli che formano la predella, nelle parti più in basse di un polittico; predella spesso migrata in fondo, circa alla quinta parte dell’opera, come un espediente che la ancora lì alla base.

C’è anche il motivo della croce, che si scopre guardando i suoi lavori, forse è meno la croce, piuttosto che le diverse strutture reticolari, o dei reticolati incompleti, insieme all’incrociarsi di linee verticali ed orizzontali che, nel suo lavoro creato per funzionare in una composizione, offre un’ode all’immaginario di Roma.

Da che Tracy Girdler ricordi, ha sempre dipinto quadri ad olio, ed ha passato buona parte di quel periodo sperimentando in contesti diversi, accrescendo la conoscenza di se stessa e dell’arte. Il suo amore per la fisicità delle superfici non è mai diminuito. Si può anche dire che i suoi dipinti presentano una relazione sorprendente con la pittura astratta del anni ’40 e ’50, attraverso il  loro rigore fisico, e contemporaneamente ad una potente influenza del carattere surrealista latino e di influenza latina (per esempio Wifredo Lam, Matta o Conrad Marca-Relli, nato a Boston). Il gioco di luci e ombre nei colori della terra, l’automatismo, l’interpretare i bordi come volumi, i cambiamenti e le mutazioni, sono tutti valori a cui tiene particolarmente e utilizza ad uso proprio. I lavori di esplorazione moderna a cui è stata esposta da bambina, nei suoi continui spostamenti determinati  dai destini diplomatici dei genitori, continuano a porsi alla base del suo lavoro ed a svolgere un ruolo di stimolo.

La sua esperienza nella stampa, specialmente nell’acquaforte, costituisce un’altra fonte d’ispirazione per i contrasti delle trame, ha imparato a stampare da ragazza, e questo l’ha aiutata a rendere l’immagine delle tele simili a delle reti da pesca. Nelle sue opere queste “superfici tessute” sembrano essere incollate e dipinte sopra, ma non lo sono mai, Girdler, invece ricrea laboriosamente  l’aspetto ed il rilievo, di un disegno a reticolo “tessendo” la pittura stessa, come in una specie di collage, la sua abilità ed un’attenzione speciale nella manipolazioni delle trame, potrebbero essere il frutto del tempo trascorso nel mondo del cinema, come assistente all’edizione di Lina Wertmüller, un lavoro che richiedeva un meticoloso assottigliare dei bordi di ogni piano, includendo il segno della matita bianca, il taglio ed il riassemblaggio con il nastro adesivo.

Nella pittura di Girdler, gli elementi prominenti di costruzione a rete tendono a slittare dalla superficie nel contesto dello spazio, trascinandosi al di sotto della superficie pittorica, in una manovra che conduce l’occhio a più di uno strato poco profondo in cui si compiono altri gesti pittorici.

Negli ultimi tempi Girdler ha dato spazio nelle sue superfici ad un fondo bianco più sobrio, sente inoltre la necessità di dipingere in formati più grandi, forse, dice sorniona, il suo prossimo progetto sarà dipingere su vecchie porte monumentali, se sarà così, la prossima fase la porterà senza dubbio ad aprire, metaforicamente, la porta che permetterà  nuove percezioni e sentieri di ricerca, sia per questa pittrice così attenta, che per il numero sempre crescente dei suoi entusiasti ammiratori.

Judith TolnickChampa è Direttrice-Capo della rivista Art New England, una pubblicazione bimestrale di arte e cultura contemporanea con sede a Boston, Massachusetts, USA. È membro del comitato esecutivo della NEMA, il New EnglandMuseumAssociation, e co-presiede la commissione Advocacy. E’ ‘membro ospite ‘ di ArtTable, New York; IKT, l’associazione di curatori internazionali di arte contemporanea; ed è membro di AAM, l’Associazione Americana dei Musei, e di CAA, il College Art Association.

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